Finanza

Montepaschi Non Considera Rilanci sull'Offerta Mediobanca: Verso la Terza Forza Bancaria Italiana

Il vertice di Montepaschi ha fermamente difeso la validità della propria proposta di scambio per Mediobanca, scartando l'idea di qualsiasi rialzo. L'obiettivo è plasmare un nuovo gigante nel panorama bancario italiano, una terza forza destinata a competere con i colossi esistenti, con ricadute positive per azionisti, dipendenti e clientela. Il manager ha espresso un'evidente fiducia nel superare la soglia di adesione minima del 35%, mirando a una percentuale ben più elevata, il 66,7% del capitale. Questo passo strategico è visto come un trampolino di lancio per future evoluzioni nel settore, inclusa l'esplorazione di sinergie con partner assicurativi.

Lovaglio Svela la Strategia di Montepaschi per la Fusione con Mediobanca

Nella metropoli finanziaria di Roma, in un'intervista rilasciata a Class Cnbc, l'amministratore delegato e direttore generale di Montepaschi, Luigi Lovaglio, ha tenacemente sostenuto l'equità dell'offerta pubblica di scambio lanciata sulla storica banca di Piazzetta Cuccia. L'operazione, del valore complessivo di 14,87 miliardi di euro, ha avuto inizio lo scorso 14 luglio e si prevede che si concluderà l'8 luglio, salvo eventuali posticipazioni. Sebbene il prezzo proposto di 17,51 euro per azione sia inferiore ai 18,25 euro di mercato di Mediobanca, evidenziando una differenza di circa 600 milioni di euro, Montepaschi non intende aumentare l'offerta. Lovaglio ha argomentato che il valore è già equo, basandosi sulla valutazione congiunta delle due entità, prevedendo un significativo riallineamento delle quotazioni post-operazione.

Il CEO ha inoltre rivelato di aver ricevuto segnali estremamente incoraggianti da parte degli investitori incontrati nelle capitali finanziarie globali, Londra e New York. Il fine ultimo di questa audace manovra è la creazione di una nuova e potente entità competitiva nel sistema bancario italiano. Questa posizione privilegiata permetterà a Montepaschi di valutare con maggiore incisività future alleanze strategiche. Lovaglio si è mostrato ottimista riguardo al raggiungimento di una quota di almeno il 66,7% in Mediobanca, sebbene il documento di offerta indichi una soglia minima del 35%. Anche nell'ipotesi di adesioni inferiori al 50%, ha sottolineato l'esistenza di significative opportunità di sinergia, pur riconoscendo la perdita dei benefici fiscali derivanti dalle attività fiscali differite (DTA), stimati in 1,3 miliardi di euro.

Lovaglio ha enfatizzato il valore che questa unione genererà per tutti gli attori coinvolti: una maggiore scala operativa, un aumento della capacità di accrescere il capitale, la distribuzione di dividendi consistenti per gli azionisti, vantaggi tangibili per i clienti e un ambiente lavorativo in espansione che valorizzerà tutte le risorse umane. Il dividendo per azione è stato proiettato a doppia cifra. Il messaggio chiave per gli azionisti, i dipendenti e i clienti di Mediobanca è cristallino: “Tutto ciò che Mediobanca può fare da sola, insieme potremo farlo meglio”. Questa operazione rappresenta un progetto estremamente innovativo e un consolidamento necessario per affrontare le sfide competitive attuali. L'obiettivo è un modello di business diversificato, robusto, con elevata qualità dei ricavi, in grado di remunerare gli azionisti e generare valore per tutti gli stakeholder, inclusa la nazione stessa.

Riguardo a potenziali collaborazioni, Montepaschi non ha escluso l'eventualità di una partnership nel settore bancassurance con Generali, qualora l'offerta su Mediobanca si concluda con successo. Lovaglio ha definito questa possibilità come un “nice to have”, non l'obiettivo primario dell'operazione, ma un'opportunità che potrebbe diversificare ulteriormente la redditività di Mps con entrate non direttamente legate al core business bancario. Ha aggiunto che Generali potrebbe offrire interessanti opzioni nella bancassurance, e che vede solo elementi positivi in tale combinazione. Per quanto concerne l'operazione tra Mediobanca e Banca Generali, ha ribadito la difficoltà di valutarne i benefici a causa della sua natura ancora indefinita.

La fusione tra Montepaschi e Mediobanca, se realizzata, si preannuncia come un evento trasformativo nel panorama finanziario italiano. La ferma posizione di Lovaglio contro un rilancio dell'offerta, nonostante il divario tra prezzo offerto e valore di mercato, sottolinea una strategia chiara e una fiducia radicata nel potenziale di creazione di valore di questa unione. L'accento posto sulla creazione di una "terza forza competitiva" e sull'espansione del modello di business attraverso nuove sinergie, come quella potenziale con Generali, indica una visione a lungo termine e un impegno verso una crescita sostenibile e innovativa nel settore bancario.