Dopo un periodo di incertezze e fluttuazioni, il biennio 2024-2025 ha segnato una ripresa significativa per l'industria globale del risparmio gestito. A giugno, gli asset in gestione (AUM) hanno raggiunto la cifra record di 147 mila miliardi di dollari, trainati da flussi positivi e dalla crescita dei mercati azionari. Tuttavia, questa ripresa è stata disomogenea: i margini di profitto sono rimasti sotto pressione, i costi operativi sono aumentati e la storica leva operativa del settore si è quasi azzerata. Il recente studio di McKinsey, intitolato \"Asset Management 2025: The Great Convergence\", evidenzia un'industria in espansione ma alle prese con sfide strutturali profonde, tra cui l'erosione dei ricavi per i fondi azionionari ad alte commissioni, il rallentamento dei mercati privati e infrastrutture operative obsolete che rallentano la transizione verso modelli più agili e digitali. In questo scenario, solo pochi operatori, dotati di piattaforme multi-asset scalabili, accesso privilegiato ai canali di distribuzione e soluzioni di portafoglio integrate, riescono a catturare una quota crescente dei nuovi capitali.
Il 2024 è stato un anno di ripresa disuguale, caratterizzato dalla polarizzazione del settore. La crescita degli AUM è stata alimentata per il 70% dalle performance dei mercati e per il restante 30% da nuovi afflussi. Sebbene la crescita organica si sia attestata sul 3,7%, un valore elevato, i risultati sono stati eterogenei a livello geografico: Asia-Pacifico (+8,4%) ed Europa (+2,5%) hanno registrato un'accelerazione, mentre le Americhe (+2,4%) hanno mostrato una crescita più contenuta. Gli investitori retail hanno giocato un ruolo chiave, contribuendo per oltre l'80% ai flussi globali, con una crescente domanda di soluzioni personalizzate e prodotti multi-asset nel wealth management. Nel frattempo, i mercati privati hanno subito un rallentamento dopo il picco del 2021, con una raccolta fondi stimata a 1,1 trilioni di dollari nel 2024, in calo rispetto agli 1,7 trilioni del 2021. Questo declino ha colpito in particolare il private equity e il real estate, mentre il private credit e le infrastrutture hanno mostrato resilienza grazie alla ricerca di rendimenti reali e all'esposizione a nuovi asset come data center ed energie rinnovabili.
Nonostante la ripresa degli asset, la redditività rimane una preoccupazione persistente. Nel 2024, i costi complessivi dell'industria hanno raggiunto i 167 miliardi di dollari, con un aumento del 7% rispetto al 2023, dovuto all'incremento delle spese in tecnologia, gestione degli investimenti e distribuzione. L'inefficienza derivante da infrastrutture frammentate e datate ostacola l'adozione di tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale generativa. Parallelamente, si osserva una \"grande convergenza\" tra la gestione tradizionale e l'alternative asset management, spinta dalla domanda di portafogli più diversificati. Questa convergenza, insieme alla crescente popolarità degli ETF attivi e a un ritorno al \"home country bias\", potrebbe generare un movimento di capitali tra i 6 e i 10,5 mila miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, creando nuove opportunità per i gestori europei e asiatici. Il settore del risparmio gestito sta entrando in una fase di crescita sostenuta, ma su fondamenta profondamente rinnovate, dove integrazione, digitalizzazione e personalizzazione saranno cruciali per il successo, promuovendo la coesistenza efficiente di pubblico e privato, attivo e passivo, nell'interesse del cliente finale.
